Introduzione

L’anticipo pensionistico (meglio conosciuto come APE), è stato introdotto dalla Legge di Stabilità del 2017. L’APE consente, con una decurtazione economica, di anticipare l’ingresso in pensione per un certo periodo di tempo. Il futuro pensionato, a seconda della situazione in cui si trova, può scegliere l’APE Sociale o Volontaria.

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Differenza tra APE Sociale e APE Volontaria

L’APE Sociale è un’indennità erogata dall’INPS (ma a carico della Stato) per accompagnare verso l’età pensionabile soggetti in determinate condizioni ed è dipendente da limiti di spesa. L’Anticipo Pensionistico, offre la possibilità del pensionamento anticipato a chi ha raggiunto almeno i 63 anni di età e si trova in situazione di disagio economico. Le condizioni richieste sono: far valere un minimo di 30 anni di contributi (36 anni per chi svolge attività difficoltose); maturare un trattamento almeno pari a 1,4 volte la pensione minima (710 euro circa) e non essere titolari di alcuna pensione diretta.

Le categorie interessate sono:

  1. disoccupati involontari (licenziati) che hanno esaurito integralmente la prestazione per disoccupazione o mobilità da almeno 3 mesi, compresi i lavoratori la cui disoccupazione deriva dalla scadenza naturale di un contratto a tempo determinato, a condizione che abbiano avuto, nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi;
  2. soggetti che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (legge n. 104/1992). In proposito occorre sottolineare che la bozza di Legge di Bilancio 2018 aggiunge anche coloro che hanno una parentela di secondo grado, nel caso i genitori o il coniuge siano deceduti o invalidi anch’essi;
  3. invalidi civili che presentino una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti Commissioni Sanitarie, almeno pari al 74%;
  4. lavoratori dipendenti che svolgono da almeno 6 anni, in via continuativa, attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento, e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 36 anni.

Inoltre, le donne con figli che rispondono ai requisiti dell’APE Sociale, possono richiedere una riduzione del requisito contributivo minimo (dei 30/36 anni) richiesto per l’accesso al beneficio, nella misura di 12 mesi per ciascun figlio, per un massimo di 24 mesi.

Sono due le scadenze rimaste per presentare domanda all’INPS (a parte quella del 31 marzo 2018): il 15 luglio 2018 e il 30 novembre 2018. Però, va sottolineato che, se non siete riusciti a presentare la documentazione entro il 31 marzo 2018, la vostra domanda per l’accesso all’APE Sociale verrà accolta solo se ci saranno ancora risorse residue.

L’APE Volontaria, invece, è un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità, che il beneficiario otterrà alla maturazione dei requisiti richiesti. Per accedere al prestito è necessario avere, al momento della richiesta, le seguenti caratteristiche:

  • almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi;
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;
  • importo della futura pensione mensile pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo INPS (710 euro mensili circa, compresa la rata di ammortamento).

La restituzione del prestito avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza.

L’APE Sociale è una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018. Mentre, l’APE Volontaria fino al 31 dicembre 2019.

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