Sviluppo economico e investimento sociale

Secondo un rapporto dell’ACRI (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio), negli ultimi anni, le Fondazioni hanno erogato complessivamente 20,3 miliardi di euro e accantonato ulteriori risorse per l’attività erogativa futura pari a circa 1,7 miliardi di euro, per un totale di 22 miliardi destinati allo sviluppo sociale. Il decreto legislativo 153/1999 delinea l’azione delle Fondazioni di origine bancaria e, all’art. 2 indica lo sviluppo economico dei territori come finalità generale.  In linea con questi presupposti, è il progetto “Welfare di comunità e innovazione sociale” promosso da Fondazione Cariplo.

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Obiettivi e iniziative

L’obiettivo è duplice: da un lato sostenere le sperimentazioni nate dal basso, “laboratori viventi” capaci di declinare nel concreto approcci innovativi (di governance, processi e servizi); dall’altro approfondire e diffondere conoscenza attraverso la costituzione di una comunità di pratica che alimenti il confronto e lo scambio delle diverse competenze ed esperienze. In concreto, quando è iniziato il progetto (4 anni fa) sono stati messi a disposizione dalla Fondazione 30 milioni di euro. Tra le 140 idee presentate ne sono state selezionate 30 che si sono poi trasformate in progetti triennali. Oggi, sono circa 600 i soggetti coinvolti (tra partner e soggetti della rete). Inoltre, dall’investimento iniziale, si è generato un effetto leva che porta le risorse messe a disposizione di altri a circa 67 milioni di euro.

“Questa è la Comunità che abbiamo in mente!  – dichiara Giuseppe Guzzetti, Presidente Acri e Fondazione Cariplo – Una comunità che ha energia e si prodiga per il bene delle persone che ci vivono, siano esse anziani, giovani, disabili o bambini. Ci sono 500 aziende coinvolte a diverso titolo: abbiamo sempre detto che una delle chiavi di successo di questa sperimentazione è il coinvolgimento delle aziende che, con il welfare aziendale o con il loro contributo con altre modalità, costituiscono un pilastro importante del modello pubblico/privato e privato sociale.  Le aziende ad esempio sono disponibili ospitare le persone coinvolte nei progetti per esperienze lavorative, tirocini e leva civica”.

Il target destinatario di “Welfare in azione e Innovazione sociale”, è quello della vulnerabilità, il ceto medio impoverito dagli eventi naturali della vita, come separazioni, o temporanea disoccupazione e che, in assenza di adeguate reti di supporto, sperimenta un rapido e silenzioso slittamento verso il basso. In questo contesto, va inquadrata l’importanza di iniziative che incoraggino l’apertura di canali di dialogo tra le Fondazioni di origine bancaria e gli Enti locali al fine di favorire la realizzazione e il finanziamento di progetti che abbiano l’obiettivo comune di creare una rete territoriale sempre più coesa e solidale, nell’ottica di uno sviluppo complessivo della realtà territoriale.

Un radicamento territoriale basato su una logica di prossimità e di attenzione ai bisogni delle singole comunità che non deve però indurre le Fondazioni e gli altri attori locali a una chiusura rispetto alle esigenze di più ampio respiro della collettività nazionale.

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